Microbiota cutaneo e dermatite atopica

La cute non è solo un organo di protezione, ma partecipa anche a tutte le risposte immunitarie, infatti, i cheratinociti fanno parte del sistema immunitario insieme alle cellule di Langerhans e ai linfociti.

La composizione e la biodiversità del microbiota cutaneo sono alterate alla presenza di una patologia come la dermatite atopica. La dermatite atopica è la più diffusa forma di malattia infiammatoria a carico della cute ed è caratterizzata da un’eccessiva risposta immunitaria, dall’alterazione della barriera cutanea e dalla colonizzazione, in particolar modo, dello Staphylococcus aureus, presente in oltre il 90% dei pazienti colpiti e frequentemente associata ad un peggioramento del quadro clinico. Il microbiota cutaneo è costituito da funghi, lieviti, virus, acari e soprattutto da batteri (circa dieci milioni di batteri per centimetro quadrato di superficie).

La cute non è solo un organo di protezione, ma partecipa anche a tutte le risposte immunitarie, infatti, i cheratinociti fanno parte del sistema immunitario insieme alle cellule di Langerhans e ai linfociti. Essi producono peptidi antimicrobici (AMP) che inibiscono la crescita dei microrganismi patogeni e delle citochine pro e antinfiammatorie. Inoltre la produzione di acidi grassi liberi presente sulla cute, costituisce il mantello acido e regola di conseguenza il pH cutaneo. La composizione e la biodiversità del microbiota cutaneo, o beta diversity, sono alterate alla presenza di una patologia come la dermatite atopica.

La biodiversità è inversamente correlata al grado di severità della patologia e la composizione batterica sembra essere determinata dalla presenza o meno di mutazioni geniche. Infatti, in studi recenti, è stata evidenziata l’associazione tra la presenza di filaggrina mutata e la composizione del microbioma. 

Nelle malattie infiammatorie della cute, come la dermatite atopica, il microbiota subisce delle variazioni significative soprattutto con lo sviluppo di una preponderanza di alcune specie batteriche su altre. Questa perdita di diversità è spesso ripristinata da terapie antinfiammatorie specifiche, ma il significato profondo di questa variazione è ancora oggetto di studio.

Nonostante il ruolo della filaggrina nel mantenimento del corretto assetto dell’epidermide sia stato ampiamente dimostrato, la sua eventuale implicazione nell’alterazione del microbiota cutaneo, in presenza di una sua mutazione, non è ancora stata approfondita. 

Lo Staphylococcus epidermidis è un commensale batterico cutaneo e rappresenta la principale barriera nei confronti dello Staphylococcus aureus, in buona parte grazie al fatto che produce antibiotici naturali. Una diminuzione dello Staphylococcus epidermidis, indotta ad esempio da un trattamento antibiotico aspecifico, può favorire la crescita dello Staphylococcus aureus e quindi l’insorgenza d’infezioni.

Nelle lesioni pruriginose da dermatite atopica è stata rilevata una maggiore densità di stafilococchi e inoltre si è rilevato un aumento del pH, a causa della flogosi, un aumento della perdita di acqua transepidermica (TEWL) e una riduzione dell’idratazione, con conseguente alterazione della funzione di barriera.

Poiché il microbiota di un tessuto influenza anche organi a distanza, quello intestinale può influenzare la reattività infiammatoria cutanea.

I microrganismi probiotici possono modulare le risposte immunitarie della mucosa, portando così a una riduzione della flogosi gastrointestinale. L’effetto potrebbe estendersi anche oltre l’intestino, andando a ridurre la sensibilità cutanea e supportando la sua funzione immunitaria. Questo porterebbe ad un nuovo concetto di cosmesi che protegge l’integrità della naturale flora cutanea, garantendo ai microrganismi che vivono sulla superficie della pelle di mantenere un equilibrio adeguato.

L’obiettivo dei futuri studi sarà quindi quello di approfondire ulteriormente i meccanismi funzionali del microbioma nell’ambito di una patologia così diffusa come la dermatite atopica, oltre che esplorare nuove strategie di modulazione batterica per la messa a punto di una valida alternativa terapeutica.

 

 

Bibliografia:

Dou J et al. Microbiosis in pathogenesis and intervention of atopic dermatitis.  Int Immunopharmacol 2019; 69: 263-269.

 

Articoli correlati


						

Dermatite atopica

Esiste davvero un legame tra allergie alimentari e dermatite atopica?

La dermatite atopica è la più comune malattia dermatologica cutanea nei bambini, ma esiste un legame tra allergie alimentari e dermatite atopica?

Read more

						

Dermatite atopica

Il ruolo della Vitamina D nella dermatite atopica

La vitamina D è un modulatore della nostra immunità che svolge un ruolo nella produzione della componente lipidica della barriera cutanea, nella sintesi della filaggrina, nella proliferazione e differenziazione dei cheratinociti e infine nell’aumento della sintesi di catelicidina.

Read more

						

Dermatite atopica

I cambi di stagione possono influire sulla dermatite atopica?

La dermatite atopica può essere causata da predisposizione genetica, da anomalie del sistema immunitario, dallo stato psicosomatico del soggetto ed anche dall’ambiente circostante.

Read more