La nostra pelle come è fatta?

Epidermide, derma e ipoderma

La pelle è costituita da 3 strati, ciascuno dei quali svolge una funzione specifica: lo strato più superficiale chiamato epidermide, lo strato intermedio chiamato derma e lo strato più profondo denominato ipoderma

La pelle è costituita da 3 strati ciascuno dei quali svolge una funzione specifica:

  • l’epidermide, che è lo strato più superficiale a contatto diretto con l’ambiente circostante ed è molto ricco di cellule che si rinnovano continuamente ogni 28 giorni circa: difatti le cellule giovani che si formano nella parte più bassa dello strato migrano verso l’alto e vanno a sostituire quelle vecchie che muoiono; queste ultime, morendo, si riempiono di una particolare proteina – chiamata cheratina e vanno a formare il cosiddetto strato corneo, che è una vera e propria barriera resistente ed impermeabile tale da proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne e impedire la perdita di liquidi;
  • il derma, ossia lo strato situato sotto l’epidermide, che è costituito da una fitta maglia di fibre che garantisce l’elasticità ed una certa estensibilità alla pelle. In questo strato vi sono inoltre i vasi sanguigni che nutrono la pelle, le ghiandole sudoripare che producono il sudore (con il compito sia di espellere parte delle tossine che si formano nell’organismo, sia di rinfrescare la pelle evaporando) e le ghiandole sebacee (le quali producono il sebo, una secrezione ricca di grassi che mantiene la pelle elastica e tonificata e che contrasta l’attività dei batteri);
  • l’ipoderma, ossia lo strato più profondo della pelle, che è costituito prevalentemente da grasso e ha la funzione di proteggere l’organismo dal freddo e di fungere da riserva energetica.

Sulla nostra pelle vivono numerosissimi microrganismi che vi risiedono fisiologicamente senza arrecare disturbi e formando la cosiddetta flora microbica permanente (o residente); essa è costituita soprattutto da batteri che aderiscono allo strato epidermico senza risultare patogeni, pertanto normalmente non causano infezioni. Tuttavia, questi microrganismi possono talvolta diventare aggressivi e diventare patogeni, cioè provocare infezioni sulla pelle: in questo caso si parla di flora microbica temporanea (o transitoria). Ciò avviene solo in determinate condizioni ambientali (grado di umidità), o se sono in atto determinate malattie (come il diabete, le infezioni da HIV e virus dell’epatite) o se si seguono stili di vita errati; difatti i batteri della flora microbica temporanea non riescono facilmente a moltiplicarsi per vari motivi: uno è la presenza del sebo sull’epidermide che contrasta la moltiplicazione dei germi; il secondo è che vengono allontanati con lo sfregamento e l’utilizzo di disinfettanti; il terzo è che nell’epidermide le cellule morte si staccano e vengono allontanate dallo strato corneo (processo di desquamazione), portando via con sé i microbi patogeni. Le infezioni della pelle possono essere sostenute anche da virus e funghi o da fattori predisponenti di tipo genetico. Le infezioni della pelle si presentano clinicamente con manifestazioni cutanee di vario tipo e si differenziano in infezioni primitive e secondarie.

Fonti

Sanford JA, Gallo RL: Function of the skin microbiota in health and disease. Semin Immunol 2013; 30; 25 (5): 370-377.

Fauci AS. Harrison-Principi di medicina interna (il manuale). McGraw-Hill. 16a edizione.

Roth RR, James WD. Microbial ecology of the skin. Ann Rev Microbiol 1988; 42: 441-464.

Leyden JJ et al. Skin microflora. J Invest Dermatol 1987; 88: 65s–72s.