Dermatite atopica e status socioeconomico: c’è una relazione?

Uno studio epidemiologico sembra indicare inaspettatamente che la dermatite atopica sia più frequente nelle persone di status socioeconomico più agiato

Dermatite atopica e status socioeconomico: uno status socioeconomico elevato pare associarsi ad una maggiore frequenza di malattie della pelle e atopiche rispetto ad uno status socioeconomico meno abbiente. Questo è il risultato curioso e sotto molto aspetti inaspettato a cui è giunto uno studio epidemiologico condotto dall’European Dermato-Epidemiology Network (EDEN) su una popolazione di 7.904 persone, di età mediana di 42 anni (range: 28-56 anni) e residenti in 5 Paesi europei (Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Italia e Portogallo); l’obiettivo dello studio era quello di valutare la frequenza di allergie a profumi.
Sarebbe stato lecito attendersi difatti il contrario, dal momento che vari studi che hanno valutato la correlazione tra stato di salute e status socioeconomico hanno descritto in generale uno stato di salute peggiore nelle persone con basso status socioeconomico rispetto a quelle con condizioni socioeconomiche più agiate; le persone che vivono in condizioni economiche disagiate manifestano difatti più spesso malattie – caratterizzate tra l’altro da un decorso meno favorevole – oltre che un’aspettativa di vita minore.

Nello studio in questione la frequenza di dermatite atopica nella casistica totale è risultata pari al 7,8%.
Al fine di esaminare i dati sulla diffusione di malattie della pelle – tra cui la dermatite atopica – in funzione dello status socioeconomico,  gli studiosi hanno analizzato i dati in funzione di 3 livelli di status socioeconomico: basso (2.789 soggetti), medio (2.920 soggetti) e alto (2.195  soggetti).
In base a questa stratificazione, la frequenza osservata di dermatite atopica è stata pari al 6,2% negli individui del gruppo con status socioeconomico basso, all’8,3% in quelli del gruppo con status medio e al 9,2% in quelli del gruppo di ceto socioeconomico alto.
Considerando altre malattie, come la dermatite da contatto o le malattie atopiche, per la prima la frequenza ha mostrato di variare dal 13,1% nelle persone con status socioeconomico basso al 19,1% in quelli con ceto sociale elevato; mentre riguardo alle atopie, almeno una di queste è stata osservata nel 61,2% delle persone del gruppo con status socioeconomico basso e nell’82,8% di quelle del gruppo con status elevato. Inaspettatamente, quindi, questo studio sembra dimostrare che paradossalmente le persone con uno status socioeconomico medio o alto presentino una frequenza più elevata di malattie della pelle o atopie rispetto a quelle di ceto inferiore; tale riscontro appare più rilevante, tra l’altro, per le persone adulte mature e nei maschi.
I ricercatori ipotizzano che i risultati ottenuti in questo studio possano essere attribuiti a differenze nella diagnosi delle malattie cutanee, che sarebbero sottodiagnosticate nelle persone di uno status socioeconomico meno abbiente.

 

Fonte bibliografica

Ofenloch RF et al. Socioeconomic status and the prevalence of skin and atopic diseases in five European countries. Acta Derm Venereol 2019; 99. doi: 10.2340/00015555-3082.

 

 

 

 

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