Dermatite atopica: muoversi fa bene

Praticare attività fisica fa bene anche a chi soffre di dermatite atopica, purché siano prese alcune precauzioni per non peggiorare o risvegliare la malattia

Le attività fisiche e sportive sono considerate modalità importanti per rafforzare e migliorare lo stato di salute generale. Un’attività fisica regolare aiuta difatti le persone a contrastare l’aumento di peso corporeo e ad aumentare il benessere generale; per contro, l’inattività fisica e una vita sedentaria sono fattori di rischio riconosciuti di obesità, malattie cardiovascolari ed osteoporosi. Studi recenti hanno messo in evidenza che una costante attività fisica aiuta molto anche chi ha malattie della pelle, come la dermatite atopica.

Le informazioni su un possibile beneficio delle attività fisiche e sportive relative alla dermatite atopica nelle persone adulte sono state fino a poco tempo fa contraddittorie o poco chiare. Per quanto riguarda la dermatite atopica, le informazioni su un possibile beneficio delle attività fisiche e sportive su questa malattia della pelle nelle persone adulte sono state fino a poco tempo fa contraddittorie o poco chiare.  Il dubbio è stato in buona parte risolto grazie ai risultati dell’indagine NHANES, un ampio studio che è stato condotto su 3.252 persone adulte di cui 344 soffrivano di dermatite atopica. Di queste persone con dermatite atopica, il 58% era di sesso femminile ed il 26% presentava obesità. Da questa indagine è risultato che le persone con dermatite atopica dedicavano pochissimi giorni all’attività fisica in generale o praticavano attività moderata-intensa solo di breve durata. Un’analisi approfondita ha poi rilevato che a praticare poco sport e poca attività fisica erano soprattutto le donne, le persone con basso livello scolastico e quelle obese.

I risultati dello studio NANHES dimostrano quindi che le persone adulte con dermatite atopica si caratterizzano per un’attività fisica generale e moderata-intensa notevolmente ridotte e di conseguenza, sono esposte ad un maggiore rischio di obesità e di malattie cardiovascolari.

La ridotta attività fisica riscontrata potrebbe essere spiegata ipoteticamente col fatto che il calore e il sudore generati dall’esercizio fisico sono fattori in grado di scatenare le riacutizzazioni della malattia, oppure col fatto che le lesioni eczematose che affliggono le mani e i piedi potrebbero limitare lo svolgimento delle attività fisiche. A tal proposito, è utile sapere che uno studio condotto in Svezia su 110 individui adulti con dermatite atopica suggerisce che i sintomi della malattia sulla pelle non rappresentano un ostacolo a svolgere esercizi fisici d’intensità moderata.

Pertanto per chi soffre di dermatite atopica è importante sapere che praticare attività fisiche e sportive è una prassi corretta e salubre per contrastare l’obesità e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari ad essa legate e che i sintomi della malattia sulla pelle non sono un limite allo svolgimento degli esercizi fisici e dello sport, purché siano prese naturalmente le dovute precauzioni per non peggiorare o risvegliare la malattia.

In particolare per i soggetti che soffrono di dermatite atopica sono consigliati sport all’aria aperta o in ambienti non polverosi; il nuoto è consigliato solo quando la malattia non è attiva (fasi di remissione), avendo cura di farsi sempre una doccia veloce subito dopo essere usciti dalla piscina per rimuovere l’eccesso di cloro: il cloro può difatti favorire le riacutizzazioni della dermatite atopica a causa della sua azione disseccante sulla superficie della pelle.

Fonti

Silverberg JI et al. Atopic dermatitis is associated with less physical activity in US adults. J Invest Dermatol 2016; 136 (8): 1714-1716.

Lonne-Rahm SB et al. Adult atopic dermatitis patients and physical exercise: a Swedish Questionnaire Study. Acta Derm Venereol 2014; 94: 185-187.

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