Dermatite atopica infantile: bisogna cambiare “aria”

Arrivano conferme che l’esposizione all’inquinamento atmosferico in gravidanza aumenta il rischio di dermatite atopica nei nascituri

 

Dermatite atopica infantile: da tempo si aveva il sospetto che l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza potesse essere una potenziale causa di sviluppo di dermatite atopica nel nascituro, e vari studi hanno cercato di dare una conferma in tal senso senza però riuscire a dare risposte certe e definitive.

Ebbene, uno studio pubblicato a gennaio del 2018 aiuta a dipanare la matassa di dubbi e a fare luce su questo aspetto, dimostrando che l’esposizione all’inquinamento automobilistico durante il primo trimestre di gravidanza è correlato allo sviluppo di dermatite atopica infantile.

Lo studio in questione – in cui sono stati analizzati i dati relativi a 659 donne gravide che hanno partecipato al Mothers and Children’s Environmental Health Study – si differenza da ricerche precedenti per avere indagato se l’esposizione al biossido di azoto (NO2) e al particolato atmosferico PM10 (ossia le particelle di inquinanti con diametro inferiore a 10 micron) durante la gravidanza fosse associata ad un aumentato rischio di sviluppo di dermatite atopica nei neonati di 6 mesi e se gli spazi verdi residenziali a disposizione ne riducessero invece il rischio.

I risultati dello studio indicano con chiarezza un aumento significativo del rischio di dermatite atopica infantile che è proporzionale all’aumento dell’esposizione materna agli inquinanti da traffico PM10 e NO2  durante i primi 3 mesi di gravidanza; per contro, una disponibilità quanto più ampia di spazio verde entro un raggio di 200 m dalla dimora è risultata invece associata ad una riduzione del rischio di dermatite atopica infantile.

I risultati di questa ricerca danno quindi una conferma alle osservazioni emerse in maniera preliminare e non definitiva da alcuni studi epidemiologici precedenti in cui si descriveva che nei bambini l’esposizione all’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di manifestare dermatite atopica o di aggravare i sintomi della malattia.

Gli effetti protettivi degli spazi verdi emersi in questo studio non sorprendono più di tanto, dal momento che sono numerose ormai le evidenze secondo cui le aree verdi sono in grado di migliorare la salute e il benessere in generale. Inoltre era già stato notato in passato che una maggiore quantità di boschi e di aree agricole intorno alle singole case riduceva il rischio di “sensibilizzazione atopica” nei bambini, condizione che predispone allo sviluppo della dermatite atopica. Non si sa ancora con certezza come lo spazio verde e un ambiente salubre proteggano dalla dermatite atopica; si può tuttavia supporre che da un lato essi agiscano favorevolmente regolando gli stati infiammatori e i meccanismi immunitari coinvolti nell’insorgenza della malattia; dall’altro, la vegetazione può di canto suo fungere da “filtro”, ripulendo l’aria dagli inquinanti e riducendo così i loro effetti nocivi.

 

Fonte

Lee JY et al. Preventive effect of residential green space on infantile atopic dermatitis associated with prenatal air pollution exposure. Int J Environm Res Public Health 2018; 15 (1): pii: E102. Doi: 10.3390/ijerph15010102

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