Dermatite atopica e dermatite allergica da contatto

La dermatite atopica aumenta la probabilità di presentare sulla pelle anche dermatite allergica da contatto

Dermatite allergica da contatto: la dermatite atopica è caratterizzata da secchezza cutanea e lesioni eczematose in particolari sedi anatomiche: nell’infanzia l’eczema colpisce le guance, il cuoio capelluto e il collo, mentre in età adulta la malattia si manifesta con placche ispessite di eczema alla testa, al collo e agli arti. Le lesioni sono accompagnate da prurito che causa intenso grattamento, con disturbi del sonno e peggioramento della qualità di vita. La dermatite atopica spesso coincide o precede la presenza di atopie, tra cui asma, rinocongiuntivite allergica e allergie alimentari.

La dermatite allergica da contatto insorge quando avviene l’esposizione a sostanze, chiamate allergeni, in grado di scatenare reazioni esagerate del sistema immunitario (definite di ipersensibilità). Gli allergeni più comuni in grado di scatenare reazioni di ipersensibilità nei pazienti con dermatite atopica sono i conservanti, i metalli (nichel, cromo, cobalto), gli antibiotici (come la neomicina e la bacitracina), la lanolina, il budesonide, il partenolide (lattone sesquiterpenico), la clorexidina, le piante Compositae e le fragranze. Nella sua forma acuta, si caratterizza per presenza di eritema cutaneo, formazione di vescicole e prurito, mentre la forma cronica tende a manifestarsi con eritema attenuato e con placche eczematose ispessite; in genere queste lesioni si verificano nel punto sulla pelle dov’è avvenuto il contatto con l’allergene e dipendono dal tipo di allergene coinvolto e dalla reattività individuale.

Sebbene il legame tra dermatite atopica e dermatite allergica da contatto non sia ancora del tutto chiarito, vari studi indicano che le persone con dermatite atopica presentano sensibilizzazione a certi allergeni da contatto, nonché che periodi prolungati e frequenti di esposizione ad allergeni noti o potenziali aumentano il rischio di reazioni di ipersensibilizzazione a vari allergeni sulla pelle, ipersensibilizzazione che è stata valutata con il patch-test.

Uno studio che ha analizzato i risultati di 26.479 patch-test ha documentato che tra le persone con una storia clinica di dermatite atopica vi era una maggiore probabilità di reazioni positive alla lanolina. Un altro studio, che ha coinvolto 1.142 bambini, ha rilevato che chi soffriva di dermatite atopica presentava più frequentemente una sensibilizzazione ad allergeni come la cocamidopropil betaina, la lanolina, il partenolide e le Compositae.

Un’altra ricerca su 2.305 pazienti sottoposti a patch-test ha dimostrato che erano le persone con dermatite atopica ad avere una probabilità significativamente più alta di patch-test positivo ad almeno 1 allergene, in particolare al nichel, al cobalto e al cromo. Uno studio italiano che ha coinvolto 2.614 bambini italiani (al di sotto degli 11 anni) ha evidenziato che coloro che erano affetti da dermatite atopica presentavano con maggiore frequenza patch-test positivi al potassio dicromato. Infine, un gruppo di ricercatori ha riscontrato la presenza contemporanea di dermatite allergica da contatto causata prevalentemente da lanolina, potassio dicromato e solfato di nichel nei soggetti con dermatite atopica. Tra questi pazienti, quelli che presentavano eczemi alle mani e ai piedi avevano una maggiore probabilità di manifestare anche dermatite allergica da contatto rispetto alle persone senza eczema.

Tutti questi dati indicano che la dermatite allergica da contatto è un riscontro tutt’altro che raro nei pazienti con dermatite atopica e ne sottolineano l’impatto clinico significativo. Ciò suggerisce che nei pazienti affetti da dermatite atopica con sospetto di dermatite allergica dovrebbe essere sempre effettuato il patch-test tenendo in considerazione le esposizioni avvenute e quelle potenziali agli allergeni. L’individuazione degli allergeni scatenanti e la strategia di prevenzione del contatto devono pertanto diventare parte integrante del trattamento della dermatite allergica da contatto nei pazienti con dermatite atopica. L’opportunità di evitare adeguatamente il contatto con gli allergeni può consentire alla dermatite allergica da contatto di regredire, nonché un migliore controllo sintomatologico nei casi con dermatite atopica e concomitante dermatite allergica da contatto.

Vari clinici hanno difatti hanno sollevato la questione che i soggetti “atopici” dovrebbero evitare il contatto con determinati allergeni come misura profilattica.

 

Fonti bibliografiche

Milam EC et al. Contact dermatitis in the patient with atopic dermatitis. J Allerg Clin Immunol Pract 2019; 7 (1): 18-26

 

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