I cambi di stagione possono influire sulla dermatite atopica?

La dermatite atopica può essere causata da predisposizione genetica, da anomalie del sistema immunitario, dallo stato psicosomatico del soggetto ed anche dall’ambiente circostante.

L’iperattività infiammatoria della pelle verso gli allergeni è amplificata quando fattori genetici predisponenti e fattori ambientali agiscono simultaneamente. Pur non esistendo la possibilità di guarire definitivamente dalla dermatite atopica, oggi può essere controllata efficacemente adottando una “strategia di gestione d’insieme”, ovvero un insieme personalizzato di misure terapeutiche che permettono di ridurre in modo significativo i sintomi della malattia, in molti casi fastidiosissimi.

Adottando un’appropriata strategia terapeutica, unita ad alcune misure d’igiene, di pulizia dell’ambiente, di abbigliamento, la dermatite atopica può per l’appunto essere tenuta sotto controllo ed è possibile evitare che i suoi sintomi arrivino a penalizzare la normale vita di tutti i giorni.

Noi tutti conviviamo con aeroallergeni come pollini, polveri domestiche, forfore animali e muffe, questi possono favorire il rilascio d’istamina. I batteri saprofiti della pelle possono essere causa d’infezioni cutanee. In entrambi i casi si può avere un aumento del prurito e un esacerbarsi dell’infiammazione cutanea.

I cambi di temperatura, l’esposizione a sostanze irritanti quali possono essere detergenti o detersivi unitamente allo stress a cui la vita moderna ci sottopone possono essere determinanti per un peggioramento della dermatite atopica. Nel cambiamento stagionale il corpo è sottoposto a profondi cambiamenti ambientali quali luce ultravioletta, la temperatura, l’umidità e la presenza di pollini ed inquinanti atmosferici.

I cambi di stagione sono noti per conferire a molte persone stanchezza, irritabilità e disturbi del sonno, ma chi ha a che fare con la dermatite atopica, sa bene che anche i suoi sintomi potrebbero alterarsi e peggiorare nell’alternarsi delle stagioni.

I soggetti con dermatite atopica sono particolarmente vulnerabili. Con l’arrivo della bella stagione è consigliabile esporsi moderatamente ai raggi solari che se con corrette dosi, nelle ore di minor intensità e con la dovuta fotoprotezione hanno effetto benefico sulla sintomatologia della dermatite.

I raggi UV, in dose limitata e in fase remissiva (in assenza di rash cutaneo) della malattia hanno effetto benefico sulle lesioni; invece è bene evitare l’esposizione diretta in caso di fase acuta (con eczemi e vescicole).L’aumento della temperatura e dell’umidità nella stagione estiva causa una maggiore sudorazione con diminuzione dell’ idratazione della cute che può essere causa di un aumento del prurito; il mantenimento di una corretta idratazione e dell’equilibrio lipidico della pelle possono proteggere dalla disidratazione con conseguente riacutizzazione della malattia.
Sebbene possano apportare sollievo sul momento, le docce troppo frequenti vanno evitate, poiché provocano diminuzione dei lipidi della pelle, favorendo la secchezza cutanea che potrebbe degenerare in sintomi più gravi, come irritazioni, xerosi, grattamento, lichenificazione e desquamazione. La preferenza deve andare verso detergenti neutri, non schiumosi, privi di saponi e profumi ed infine, per asciugarsi è opportuno tamponare delicatamente, evitando di sfregare con energia.

In linea di massima, per affrontare serenamente la stagione più calda basta seguire qualche piccolo accorgimento:

  • Proteggere sempre la pelle, spalmando la crema solare prima di andare in spiaggia e dopo ogni bagno
  • Evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde
  • Evitare luoghi umidi o di esporsi troppo a fonti di calore, che aumentano la temperatura cutanea e, con essa, il prurito.
  • È bene inoltre asciugarsi con cura dopo i bagni in mare: il mix di salsedine, sabbia e umidità potrebbe esporre la pelle all’aggressione di batteri.
  • Evitare l’eccessiva sudorazione con l’utilizzo di indumenti con tessuti naturali e ben traspiranti così evitando di comportare prurito e irritazione.
  • Lavare gli indumenti usando pochissimo detersivo e sciacquarli alla perfezione.
  • Tenere sotto controllo i sintomi sarà così di grande aiuto a non condizionare la vita personale, le relazioni sociali, il rendimento scolastico e quello lavorativo in una stagione ricca di possibili attività all’aria aperta.

 

Fonte bibliografica:

Nguyen GH, Andersen LK, Davis MDP Climate Change and atopic dermatitis: is there a link?  Int. J. Dermatol. 2019 Mar; 58(3):279-282

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